
Inoltre contiene anche zuccheri semplici (esiste la varietà della barbabietola da zucchero, così chiamata perché da essa viene estratto lo zucchero).
La naturale ricchezza della barbabietola in sali minerali, vitamine ed altre sostanze utili, la rende un un ottimo ricostituente, efficace e rapido nella sua azione rinvigorente.
Tale alimento è infatti particolarmente benefico per le sue proprietà dietetiche e salutari: assorbe infatti le tossine dalle cellule e ne facilita l'eliminazione, è depurativa, mineralizzante, antisettica, ricostituente, favorisce la digestione, stimola la produzione di bile e rafforza la mucosa gastrica, cura le anemie, le infezioni del sistema cerebrale, stimola la produzione dei globuli rossi, scioglie i depositi di calcio nei vasi sanguigni e ne impedisce l'indurimento, infine stimola il sistema linfatico.
Per questi motivi, la barbabietola è consigliata a chi è sottoposto a stress fisico, a chi è in convalescenza, ai bambini e alle donne in gravidanza.
[Informazioni tartte da Wikipedia e dal numero 9 di Ottobre 2008 di “Cucina Naturale”, da cui ho tratto anche la ricetta!]
Detto questo, capirete bene perché il piatto che vi propongo oggi è particolarmente salutare!
Vi riporto la ricetta tale e quale l’ho trovata su Cucina Naturale di Ottobre 2008, troverete in parentesi le mie modifiche.
Nota: Sul mensile danno questi ingredienti per 4 persone. Io li ho un briciolo ridotti e alla fine mi sono venute pappardelle per 2 persone. Probabilmente perché ho steso la pasta con il mattarello ed è rimasta un po’ più spessa che se avessi usato la macchinetta.
Ingredienti per 4 persone (le mie dosi sono per 2 persone):
100 gr di semola di grano duro (io non ce l’avevo, ho messo solo farina 00)
150 gr farina 00 (io 200 gr)
80 gr di barbabietola cotta (io 110, perché ho eliminato un uovo)
3 tuorli (io 2)
1 cucchiaio di rosmarino tritato
1 cucchiaio di semi di papavero
olio evo
sale
1. Sbucciate e tagliate a dadini la barbabietola e frullatele finemente con i tuorli (otterrete una bella crema). Impastate la farina e la semola (se avete fatto come me avrete solo la farina) insieme a questa crema, a un pizzico di sale e alla poca acqua necessaria per formare un composto sodo (io non ne ho avuto bisogno). Copritelo e lasciatelo riposare per almeno un’ora. Passato questo tempo, stendete la pasta ad uno spessore di 2 mm e ricavate delle pappardelle corte (Io ho usato il mattarello. Bella soddisfazione alla fine, ma ve lo sconsiglio perché questa pasta è abbastanza dura ed elastica e quindi difficile da tirare. Per chi vuole comunque usarlo, il consiglio è di dividere l’impasto in tre parti e stenderli uno alla volta. Per ottenere le pappardelle, basta poi arrotolarli dopo averli un po’ infarinati perché non si attacchino, e quindi tagliarli con un coltello. Et voilà!).

2. Nel frattempo affettate fini i porri (guardate qui che spiega bene come pulirli), conditeli con il rosmarino, un pizzico di sale e 4 cucchiai d’olio. Rosolateli dolcemente in una padella per 20-25 minuti, poi frullateli (con il miniprimer ad immersione), diluendo con poca acqua calda per ottenere una salsa uniforme (Io non ho aggiunto acqua in questa fase, ma ho scolato le pappardelle con la schiumarola, cosicché fossero un po’ più “bagnate”. Se volete cmq aggiungere acqua qui, potete usare quella di cottura delle pappardelle).
3. Lessate le pappardelle per 3-4 minuti (Io le ho fatte cuocere per 10 minuti da bollore, anche perché erano un po’ spesse. In ogni caso vi accorgerete quando saranno cotte perché acquisiranno un colore rosa anziché quel viola-vinaccio dell’impasto).Distribuitele nei piatti cospargendo con i semi di papavero precedentemente tostati per 5 minuti a calore basso.
By Castagna







