lunedì 21 dicembre 2009

Cornetti e cappuccio...

Buongiorno a tutti,
oggi vi sveglio con un classico della colazione italiana....I cornetti...con quella loro consistenza fragrante e quel profumo irresistibile che vi pervaderà le narici e anche lo spirito non appena sfornati....con la marmellata che scappa fuori al primo morso...fantastici!
Era da infinito tempo che volevo prepararli ma ero terrorizzata dalla lunghezza del procedimento: la sfogliatura, le varie lievitazioni....insomma qualche giorno fa sono finalmente riuscita a trovare un po' di tempo e così finalmente li ho provati!

Allora comincio subito col dire (e qui concordo in pieno con Onde) che il procedimento è bello lungo, non è vero che è + difficile a dirsi che a farsi, è proprio lunghetto ehehheh.
Vabbé detto questo scegliete quindi un giorno in cui avete MOLTO tempo e mettetevi all'opera!

La ricetta l'ho presa da Genny, perché mi ha permesso di ridurre i tempi di lievitazione.
Devo dire che questi cornetti sono venuti veramente fragranti e sfogliati, però per i miei gusti sanno ancora troppo di burro (io purtroppo non sono una grande amante del burro, diciamo che lo odio abbastanza)...li ho voluti provare perché sono una fan di cappuccio-brioche a colazione...Comunque voglio ancora provare anche il procedimento più lungo (dalla mitica Paoletta) ma proverò a ridurre il burro.
Vediamo poi come verranno.....

Per ora vi lascio questi che sono cmq buonissimi, briochosi nell'interno e sfogliati all'esterno, li ho farciti quasi tutti con la marmellata di albicocche (la adoro!).
Volete mettere svegliarvi la mattina con i VOSTRI croissant???? Impareggiabile!


Vi riporto la ricetta come da Genny, io l'ho eseguita identica....per le pieghe e la formatura dei cornetti fate invece riferimento al bellissimo post di Paoletta qui.

Ingredienti (per circa 10-11 cornettini)Lievitino
25gr lievito fresco
100 gr farina di forza (manitoba)
60 gr di acqua tiepida
Impasto
400 gr farina
60 gr latte tiepido
80 gr zucchero
2 uova
40 gr burro
estratto di limone
baccello di vaniglia (scioglietelo nel latte tiepido, altrimenti vi rimarranno tutti i semini come è successoa a me)
sale


200 gr burro ad alta percentuale materia grassa per la sfogliatura (io ho usato il fantasmagorico Burro Occelli)


Marmellata di albicocche per la farcitura

Impastare gli ingredienti per il lievitino e porre tutto a riposare per circa un 'ora (io 2), fino a che avrà raddoppiato il volume. Riprendere questo impasto e impastarlo a tutti gli altri ingredienti (sciogliere i semini della vaniglia nel altte tiepido!), fino ad ottenere un impasto sodo, che andrà lasciato lievitare per un paio d'ore (io solo una). Nel frattempo prendere i 200 g di burro , metterli tra due fogli di pellicola per alimenti e stenderlo in una sfoglia piuttosto sottile, di dimensioni di circa 20x30 cm. Mettere in frigo a rassodare. Quando l'impasto sarà ben lievitato , riprenderlo e stenderlo in una sfoglia di circa 60x30 cm. Porre al centro della sfoglia il foglio di burro che avete creato precedentemente e ricoprirlo con i due lembi di impasto, come a fare un pacchetto regalo (vedete la formatura da Paoletta qui). Stendere di nuovo la sfoglia, piegarla nello stesso modo ma dal verso opposto e mettere in frigo a rassodare. Questo passaggio andrà fatto per tre volte.

Al termine di questo passaggio, stendere l'impasto in una sfoglia alta circa 5mm, e ricavare tanti triangoli isosceli, molto più alti che larghi.
Se volete la marmellata nel ripieno mettete un cucchiaino di marmellata di albicocche al centro della base del triangolo, quindi arrotolate.
Nota: se li fate con base 6-7 cm e altezza 20 cm vi verranno dei croissantini come i miei: piccolini (più piccoli di una mano x intenderci). Se desiderate dei bei croissant come al bar fatene di meno ma con una base maggiore. :-)

Arrotolateli e dategli la classica forma a croissant, badando a che la punta arrivi quasi sotto il cornetto, per evitare che si alzi durante la lievitazione/cottura. Quindi ripiegate un po' i bordi. Spennellateli a piacere con del latte.

A questo punto avete 2 possibilità:
1) congelarli immediatamente ponendoli separatamente su carta forno in freezer e poi una volta congelati li potrette mettere in un sacchetto. Per mangiarveli al mattino sarà sufficiente lasciarli fuori la notte prima così lieviteranno per bene e al mattino 15 min in forno a 180° e via! (Ho constatato che vengono ugualmente buoni anche se infornati direttamente in forno appena usciti dal freezer: infornateli in forno ancora freddo, poi accendete a 200° per 20 min).
2) Mangiarli subito: porre i cornetti a lievitare per una ventina di minuti e cuocere circa 20 minuti in forno caldo a 180 gradi.


Buona colazione a tutti!
Castagna



giovedì 17 dicembre 2009

Terrina di zucca e pinoli

Ciao, eccomi correndo per recuperare il ritardo di post....
Un buonissimo e fantastico sformato di zucca che calza a pennello sia come antipasto per un pranzo elegante (come il Natale?) sia come secondo per una cena frugale...
L'ho preso da Cavoletto qui, ma l'originale è di Cléa qui.
Questo sformato è morbidissmo, avvolgente e facilissimo da preparare!
Credo lo farò e rifarò altre 1000 volte!!!

Riporto pari pari dalla nostra mitica Cavolettina!! La ricetta è perfetta così (c'era da dirlo??)

Ingredienti:
purea di zucca 400g (circa 700 gr di zucca intera con buccia,ecc..)
latte 10cl
uova 3
farina 50g
olio d’oliva 2 cucchiai
groviera 50g (io parmigiano)
panna da cucina 2 cucchiai
pinoli 30g

Cuocere 6-7 etti di zucca (preferibilmente la veneta) al vapore (lasciarla fino a quando sarà molto morbida), togliere la buccia e frullarla, pesare poi 400g della purea così ricavata. Mescolare la purea col latte. In un altro recipiente, sbattere le uova, la farina, il groviera grattugiato e la panna. Aggiungere la purea di zucca.
Rivestire uno stampo di carta da forno, versare metà dei pinoli sul fondo, versare l’impasto e finire con l’altra metà dei pinoli. Infornare a 200° per 45 minuti (io 180° per 40 min) e lasciar raffreddare completamente dopo cottura.
(secondo me è ancora meglio assaporata anocra calduccia!!!)

Servite e mangiate!

Castagna

domenica 13 dicembre 2009

Vellutata di zucca, mango e cannella di Alex


Eccoci, ci risiamo!
Ho di nuovo scopiazzato Alex...Scusate ma è + forte di me...lei è troppo brava!
Cosa c'è di nuovo e originale in questa vellutata di zucca?
Beh...c'è il mango, c'è la cannella....c'è il miele!
Vi basta???
E' spettacolare!!! Per un'ottima riuscita è indispensabile che il mango sia bello maturo!
Poi il miele è indispensabile perché andrà a contrastare l'acidulo del mango...
Come sempre le sue ricette sono un successo!! QUI trovate l'originale....LA riporto cmq qui sotto per comodità con qualche minima modifica tra parentesi.

Enjoy!!

Ingredienti per 4 persone
600 gr di zucca
1 mango maturo
1 scalogno (1 cipolla)
200 gr di patate (io no)
1 litro di brodo vegetale (io acqua)
3 cm di radice di zenzero grattugiata
2-3 cucchiai di miele
cannella in polvere
peperoncino in polvere (io no)
olio
sale e pepe
Preparazione: Pulire e tagliare a pezzi il mango e la zucca, quindi metterli in una pentola insieme alla cipolla sbucciata. Ricoprire di acqua fino a 5-6 cm sopra il livello delle verdure.
Salare, versare un filo d'olio.
Lasciar cuocere a fiamma bassa per circa 30 minuti (da ebollizione) finché la zucca e le patate non saranno morbide. Frullare la zuppa con il minipimer e condire con il miele, un po' di cannella, sale e pepe.

Thanks Alex!!!
Castagna

sabato 12 dicembre 2009

L'antipasto di Virgi: caramelle di bresaola

Ecco, vi avevo detto che avrei postato a raffica, no?
Quindi tanto vale far sul serio,....sono indietrissimo!
Vi posto ora un antipastino che ho utilizzato qualche tempo fa x una cenetta tra amiche (che è stata un successone,ehehehe poi vi posto il resto!). L'ho visto sul blog della mitica Virgi (questa ragazza è un vulcano di idee!!!), proprio qui, ovviamente amore a prima vista....Non che gli involtini di bresaola non li avessi mai fatti, ma appunto erano involtini, mai caramelle! Queste sono troppo carine....

Ecco la mia ricetta, l'ho un briciolo modificata :
Ingredienti per 3 persone (2 fagottini a testa)
Bresaola 120 gr (12 fette)
150 gr robiola
Un mazzetto di erba cipollina
Noci tritate grossolanamente:un cucchiaio

La parte più difficile di questa ricetta è la composizione, quindi è indispensabile procurarsi dei fili d’erba cipollina belli lunghi e che le fette di bresaola siano della parte centrale (più grosse, meno secche e più elastiche).

In una ciotola schiacciare con la forchetta la robiola, le noci tritate e 6/7 fili d’erba cipollina tagliuzzati con una forbice.
Per realizzare il fagottino: posizionare le fette di bresaola a croce, mettere un cucchiaino di ripieno al centro, chiudere con il filo d’erba cipollina et voilà!


Castagna

giovedì 10 dicembre 2009

E voi come le fate? Le lasagne....

Ciao!
Che vergogna! 2 settimane lontana dal blog...dal mio ma anche dai vostri!
Non sapete che voglia che ho di pubblicare!! E così ora dovrò procedere a raffica...praticamente una ricetta al giorno!!

Comincio con uno dei miei piatti preferiti: le lasagne....questa volta ero di fretta e ho comprato la pasta già fatta, ne ho fatta una classica (con il ragù) e l'altra al pesto in modo da accontentare tutti i palati....
Io ormai uso sempre queste proporzioni e mi trovo benissimo,...e voi come le fate???


LE MIE LASAGNE AL RAGU’

Ingredienti per una teglietta 30x20 (2-4 persone. Dipende se dopo si mangia anche altro)

Per le lasagne:
Pasta fresca all’uovo (6 sfoglie – 250 gr)

Per il ragù:
500 gr tritata di vitello
400 gr polpa di pomodoro (quella ridotta in pezzetti)
100 gr passata di pomodoro
½ cipolla
1 bel rametto di rosmarino
Olio, sale e pepe
1 punta di cucchiaino di zucchero

Per la besciamella (SENZA Burro):
600 ml latte intero (meglio)
4 cucchiai di farina
Sale, pepe, noce moscata

Parmigiano reggiano a piacere (in abbondanza!)


Preparazione della salsa besciamella:
in una pentola cuocere a fuoco medio basso il latte aggiungendo poco alla volta la farina setacciata finché non diventa una crema, aggiustando di sale e pepe e aggiungendo una bella spolverata di noce moscata. (Se avete più latte e volete fare più in fretta potete alzare a fuoco medio il volume del gas, non appena il latte comincia a scaldarsi ci va un attimo perché si rapprenda con la farina).
Se, la versate nella teglia appena pronta (3-4 min) potete farla diventare un po' più dnesa,a ltrimenti se la prparate un briciolo prima lasciatela più morbida 8un briciolo + liquida) perché raffreddandosi si raddenserà ancora!

Ragù:
Semplicissimo: soffritto di cipolla e rosmarino, poi aggiungere la carne e farla rosolare per 4-5 min a fuoco vivo, aggiungere la polpa e la passata e il cucchiaino di zucchero (serve per togliere un po' l'acidità del pomodoro), abbassare il fuoco e cuocere così con coperchio finché il ragù non si rapprende (dipende da quante acqua contiene la salsa di pomodoro...diciamo almeno 40 min...). Salare, pepare a piacere.

Assemblaggio delle lasagne:
Prima di disporre le lasagne nella teglia, immergerle un attimo in acqua calda (1-2 min), cosicché si rammorbidiscano (leggete comunque le istruzioni riportate sulle vostre lasagne).
Dopo questa operazione: cospargere il fondo della teglia con un paio di mestoli di besciamella, poi disporre le lasagne, versare uno/due mestoli di ragù, la besciamella in abbondanza e uniformare bene questi 2 ingredienti lungo tutta la superficie. Spolverare con il parmigiano.
Procedere così fino al quarto (ed ultimo) strato.
Infornare in forno caldo a 180° per 40 minuti. Se non volete che la superficie rimanga abbrustolita ma la preferite bella morbida, coprite la teglia con un foglio di alluminio (eventualmente potete toglierlo 5 min prima di sformare).


TRUCCO: le lasagne vanno sempre riempite in modo un po' "piramidale", vale a dire che se non avete condimento in abbondanza, tenetelo per lo strato superiore perché poi tanto in cottura tende a scendere. Per questo si parte un po' parsimoniosi nei primi strati che si fanno e poi man mano che si sale si abbonda! :-)



LE MIE LASAGNE AL PESTO (E STRACCHINO)
Ingredienti per una teglietta 30x20 (2-4 persone. Dipende se dopo si mangia nache altro)

Per le lasagne:
Pasta fresca all’uovo (6 sfoglie – 250 gr)

Per la besciamella (SENZA Burro):
600 ml latte intero (meglio)
4 cucchiai di farina
Sale, pepe, noce moscata

Per il condimento:
300 gr pesto (sul link, il mio pesto)
100 gr stracchino
Parmigiano reggiano

Preparazione Besciamella: come sopra

Assemblaggio delle lasagne:
Esattamente come descritto sopra (mi raccomando sempre la besciamella sul fondo della teglia prima di cominciare, altrimenti si attaccheranno!).

Unica differenza nel ripieno: per gli strati disponete 4 bei cucchiai di pesto, aggiungete la besciamella e con l'aiuto di un mestolo cospargete e amalgamate il tutto (volendo potete mescolare direttamente il pesto e la besciamella nella pentola per non versarli poi separatamente). Aggiungete fiocchi di stracchino e una spolverata di parmigiano. Così fino al quarto strato.
Anche qui 40 min in forno già caldo a 180°.


A me le lasagne piacciono belle ricche...
Allora voi come le fate???
PS l'anno scorso avevo fatto anche la versione zucca e funghi...una vera delizia!!!

PPS non appena riuscirò pubblicherò il pdf della raccolta!!!

BACIONI
Castagna

lunedì 23 novembre 2009

LIKE A COCK-A-LEEKIE


Come sapete tempo fa ho comprato questo FANTASTICO libro. Io adoro il pollo, mi mangerei le ricette solo con gli occhi!!
Ne ho già collaudate parecchie ma purtroppo non sempre sono riuscita a fare una foto.
Stasera finalmente, complice anche un po’ di febbre e il mal di gola (eh si :-) , sono stata colpita, ma resisto!), ho finalmente potuto provare questa ricettina leggera leggera ma che vi darà immense soddisfazioni!

Si tratta di un piatto tradizionale scozzese che in genere si prepara con il gallo…La ricetta era con la gallina e io l’ho fatto con il pollo!! Che giro, eh? Cmq Buonissimo!!!


LIKE A COCK-A-LEEKIE
(Tratto da Ricette e altre storie di polli di Laurence e Gilles Laurendon, Guido Tommasi Ed.)


Ingredienti per 4 persone:
Per il brodo
1,5 lt acqua,
1 cipolla bionda
1 costa di sedano
2 carote
Sale grosso
800 gr petto pollo

280 gr orzo (io cereali misti)
2 porri a rondelle
1 bella cipolla
Olio, Sale, pepe

Mettete il pollo in una pentola, insieme alle carote pelate, la cipolla, il sedano e un po’ di sale. Portare a ebollizione, far sobbollire per 40 min con coperchio (NB nel caso di gallina cuocete x 2 ore e schiumate di tanto in tanto…ovviamente con il petto di pollo questo non è stato necessario).

A cottura ultimata, prelevate il pollo e tagliatelo a striscioline. Nel frattempo filtrate il brodo se necessario, altrimenti mettete direttamente a bollire nel brodo i cereali.

Intanto scaldate 2 cucchiai d’olio in una padella antiaderente e fate soffriggere la cipolla. Aggiungete i porri tagliati con la mandolina e stufate per qualche minuto con coperchio e al più aggiungendo1 mestolo di brodo. Aggiungete striscioline di pollo, salare e pepare.

Appena i cereali sono pronti, scolateli (tenete il brodo!) aggiungeteli al pollo con i porri e ricoprite con il brodo (potete metterne a piacere in modo da rendere il piatto più o meno denso). Lasciate cuocere ancora un paio di minuti.
Io, siccome la proporzione tra cereali/brodo era già quella giusta ho aggiunto direttamente il pollo nel brodo. Sevite bello caldo con una bella spolverata di pepe o un filo d’olio.

E’ una ricettina semplice ma eccezionale!
Castagna


giovedì 19 novembre 2009

La mia torta di compleanno

Eccomi! Non sono sparita dalla circolazione!
Solo sono stata MOLTO impegnata a FESTEGGIARE e poi ieri sono andata a farmi autografare il mio nuovo e bellissimo libro del...Cavolo!!! Eh sì! Avete capito bene!
Ho incontrato lei,
Sigrid, così etera, quasi sfuggente...con la sua grazia e i modi delicati!
Una vera sorpresa!
E' stato veramente un bel momento!

Cmq tornando a temi dolci...domenica ho preparato con mia mamma (x festeggiare i nostri 2 compleanni) questa torta un po' difficilotta ma dal sicuro effetto (se non fate i 2 sbagli che ho fatto io facendo di testa mia...eheheheh).
Quindi anche questa ricetta partecipa alla raccolta
RICETTE IN COMPAGNIA!

Utilizza uno dei frutti Novembrini x eccellenza: i cachi!
Perciò mettetevi sotto!!

PS se siete a dieta evitatela perché è pesantuccia!
Come vedete dalla foto i miei 2 errori mi sono costati un po' di liquido nella crema....diciamo che avrei dovuti aspettare ancora x mangiarla ma non ho resistito!
Cmq un consiglio: preparatela il giorno prima!!!



TORTA CON CREMA ALLE MANDORLE E MOUSSE DI CACHI
(Cucina Naturale - Ottobre 2008)

Ingredienti per 6 persone:
Per la torta:
300 gr pasta frolla (io un disco da 250 gr)

Per la crema di mandorle:
150 gr di crema pasticcera,
80 gr di zucchero a velo,
60 gr burro,
1 uovo,
4 cucchiai di farina di mandorle,
5 gr di maizena (fac)

Per la mousse di cachi:
3 cachi + 1 per decorare (meglio se a temperatura frigo)
150 gr panna da montare,
40 gr zucchero,
1 albume, (la prox volta lo evito)
2 fogli di gelatina per dolci (4 gr),
mandorle in scaglie per decorare.

Procedimento per la base
Per la frolla io ho comprato i dischi già pronti (eh sì!! Almeno questa volta si, era troppo lunga e avevamo altre cosucce da preparare x il pranzo).
Setacciate insieme la farina di mandorle, lo zucchero a velo e la maizena (io non ce l’avevo ed è venuta benissimo lo stesso).
Sistemare il burro in una terrina, lasciarlo ammorbidire e poi con una forchetta (o una frusta) lavorarlo in modo da renderlo cremoso.
Incorporare gli ingredienti setacciati, l’uovo e per ultima la crema pasticcera precedentemente preparata (qi la mamma in quattro e quattr'otto senza pesare nulla ha prodotto un'ottima crema pasticcera...che ovviamente non saprò replicare...cmq...aehm...)

Foderate di pasta frolla uno stampo di 22 cm di diametro e alto 2 cm (io ho usato il mio solito stampo a cerniera di diametro 22, ma alto 5 cm), farcitelo con la crema e informatelo a 180° per 20 minuti circa. (Io ho cercato di far stare su i bordi della frolla,ma durante la cottura sono scesi e si sono adagiati sopra la crema alle mandorle….è andata ancora meglio, perché così il bordo è rimasto bello liscio e compatto e la crema è andata perfettamente a filo).
Sfornare e lasciarla raffreddare per bene lasciandola nello stampo a cerniera (mettetela sul balcone e poi in frigo! Questo è molto importante, io non l’ho fatto e dopo mi ha creato dei problemi perché era ancora tiepida quando ci ho versato sopra lo strato di mousse di cachi).


Procedimento per la mousse di cachi
(qui comincia la parte dura...ho anche qualche dubbio...) La ricetta dice di mescolare l’albume con lo zucchero, scaldarlo a bagnomaria (fino a 60°), poi montarlo con le fruste elettriche fino a ottenere una meringa spumosa, solida e FREDDA! (allora io sarò rintronata ma se scaldo l’albume sicuramente dopo non sarà freddo…e poi l'albume caldo monta??? Io l’ho montato a neve come faccio di solito: un albume freddo, un pizzico di sale e via di fruste. Dopo ho incorporato lo zucchero).
(Cmq secondo me questa parte dell’albume si può saltare in pieno perché rende solamente il composto più spumoso: la prossima volta non la rifarò)

Pelate e frullate i cachi ricavando circa 200 gr di polpa (io ne avevo 250 e l’ho usata tutta).
Scaldatene 50 gr a bagnomaria e scioglietevi la gelatina di pesce già ammollata nell’acqua fredda e strizzata, quindi incorporatela ai restanti 150 gr di polpa.
IMP: non scaldate tutta la polpa di cachi, altrimenti dopo rimarrà troppo calda e a contatto con la panna la farà sciogliere!!! (ehm..è stato l’altro errore che ho fatto io!!)
Amalgamate con cura e aggiungete la meringa, mescolando energicamente con una frusta (io sono stata un po’ più delicata…avevo paura di smontarla!!)
Per ultima incorporate la panna montata facendo attenzione a non smontare il composto!!!

Assembalaggio
A questo punto tirate fuori dal frigo la vostra base alle mandorle, sempre dentro lo stampo a cerniera, se avete dell’acetato usate quello, altrimenti con della carta forno ripiegata in strisce lunghe e alte circa 4 cm (io ho usato il cartone della base della pasta frolla che avevo comprato) adagiatela intorno alla torta in modo da “creare una barriera”.
Distribuite la mousse sulla torta e riponetela in freezer per un’ora (io l’ho dovuta lasciare di più, circa 2 h).
A questo punto togliete la striscia e decorate con un caco tagliato a spicchi e con le scaglie di mandorle leggermente saltate in padella (diventaranno leggermente più scure).

Ecco noi poi abbiamo messo su le candeline e…..GNAM!
Ho una sola foto....è andata a ruba nonostante l'aspetto un po' sbilenco!!
W i compleanni!!!

CASTAGNA

domenica 1 novembre 2009

Zuppa di castagne, farro e fagioli a 4 mani!

Voglio postare anch'io una ricettina per la nostra raccolta (Ricette in Compagnia) ....e cosa ci sarebbe di + perfetto se per questa occasione Castagna postasse una ricettina proprio a base di castagne (eheheh)?
Allora eccola qui, la ricettina cucinata con la persona più adatta per cucinare insieme: mia sorella...che è semplicemente perfetta!
Infatti mentre io mi tagliavo un dito pelando queste benedette castagne, lei accorreva amorevole in mio soccorso con cerotti e quant'altro!!
Beh, le sorelle servono anche a questo, no? Molto più solerti dei fidanzati!! ;-)

Un consiglio spassionato: se cucinate questa minestra per tante persone (e non la cucinate in compagnia, vale a dire senza aiutanti!!) considerate l'idea SANA di comprare le castagne secche perché altrimenti diventerete matti a pelarle!!

(ve lo consiglia Castagna che una mattina ha pelato più di 60 castagne....una sfaticata indimenticabile!!!)



Zuppa di castagne, fagioli borlotti e farro alla toscana
(da Cucina Naturale - Ottobre 2009)

Ingredienti per 4 persone (secondo me per 3 persone):
250 gr castagne cotte e pelate (io ne ho calcolate 8 a testa),
100 gr fagioli borlotti secchi,
100 gr farro,
2 cipolle,
2 spicchi d'aglio, (x metodo 2)
1 peperoncino tritato (x metodo 2),
2 cucchiai di timo tritato, (x per metodo 2)
4 foglie d'alloro,
olio, sale

Preparazione:

Innanzitutto il giorno prima, se richiesto (leggete sulla confezione il metodo di preparazione), mettete a bagno i fagioli, il farro e le castagne secche (nel mio caso i fagioli sì, il farro invece non lo richiedeva).
Se invece le castagne sono fresche: farle bollire - già incise nella buccia - per una decina di minuti, quindi pelarle e tenerle da parte.

A questo punto potete procedere in due modi:

1. Metodo veloce:
Scolate dall'acqua di ammollo farro e fagioli e versateli in una pentola insieme a 4 foglie d'alloro, a un litro e mezzo d'acqua e alle 2 cipolle. Se avete il vostro dado fatto in casa aggiungetene un bel cucchiaino. Fate cuocere per il tempo indicato sulla confezione (nel mio caso ho fatto cuocere in tutto un'ora, aggiungendo il farro l'ultima mezz'ora).
Aggiungete le castagne pelate direttamente nella minestra gli ultimi 20 minuti.

2. Metodo lungo:
Scolate dall'acqua di ammollo farro e fagioli e versateli in una pentola insieme a 4 foglie d'alloro e a un litro e mezzo d'acqua. Fateli cucinare per il tempo previsto (almeno un'ora, come sopra).
Fate rosolare a fuoco basso e con coperchio per 25 min in una capiente casseruola le cipolle tritate, l'aglio schiacciato, il timo, il peperoncino e il sale. Aggiungere le castagne e lasciarle insaporire per 10 minuti. A questo punto versare i fagioli e il farro con il loro brodo nella casseruola (meglio se di terracotta) e far cuocere per altri 10 minuti.

Se la zuppa è troppo densa potete diluirla un po' con dell'acqua. Servire cmq bella calda, con olio a parte e parmigiano se gradite.

Io l'ho già fatta 3 volte questo mese ed è veramente ottima, scaldata non perde assolutamente, anzi!

PS metodo iperveloce: usate la pentola a pressione --> 600 ml d'acqua, 35 min di cottura dal sibilo a fuoco basso!

Buone castagne a tutti e buone ricette in compagnia!!
Castagna

sabato 24 ottobre 2009

Biscotti al latte da "inzuppo"!


Questa ricetta è un po' speciale, perché è un ricordo legato alla mia infanzia, a quando mia mamma mi comprava i biscotti al latte, quelli che si inzuppano ma non si disfano, quelli con lo zucchero sopra, quelli che appena presi in panetteria hanno un profumo fantastico e il potere di rallegrarti la giornata.
Qui in Piemonte sono molto diffusi...lo sono anche da voi? Hanno quella tipica forma rettangolare, di solito il bordo è zig-zagato e c'è lo zucchero sopra.

Questa volta non ho dato la classica forma a zig-zag ai bordi (basta stendere l'impasto e tagliarlo o con l'apposita formina oppure con la rotella dentata....) ma ho creato dei bei biscottoni...
Non vi dico nemmeno a contatto con il latte che succede.....assorbono metà tazza!!! Ed è proprio così che deve essere!
La ricetta l'ho presa da Cookaround, qui è di Mariellac.
Ve la riporto con qualche mia minima modifica :-) vi posso assicurare che il sapore è come l'originale!

Ingredienti per 14 biscottoni:
500 gr farina 00
200 g zucchero
5 cucchiai d'olio EVO (o 100 gr burro)
15 g ammoniaca (io lievito per dolci-1bustina)
125 ml latte
2 uova
½ bustina di vanillina (io una)
buccia di un piccolo limone

Impastare tutti gli ingredienti, verrà una frolla ben lavorabile.
Formare tanti rotolini, stenderli su carta forno su cui avrete messo un po' di farina e dar loro la forma di un rettangolo (schiacciare i rotolini, tanto il lievito li farà gonfiare) di circa 15x2 cm.
Oppure alternativamete stendere la pasta e poi tagliare i rettangoli con l'aiuto di una rotella.
Infornare per 15 min a 180° (o cmq non appena sono dorati).
Preparare una bella tazza di latte o the e pucciare!!! Si conservano bene tenuti all'aria ...eh si, perché in una scatola di latta tendono a diventare gnecchi!

Castagna


domenica 18 ottobre 2009

Parmigiana di zucca alla cannella


Che mi piaccia la zucca e che impazzisca per l'abbinamento zucca-formaggio è risaputo...
Ma da questo post di Alex ho scoperto che mi fa impazzire il trio zucca-formaggio-cannella (con anche una bella spolverata di pepe, ovvio!).
Sempre dalla mitica Alex avevo visto questo post tempo addietro (eh, si, era l'anno scorso!!) che mi aveva stupito perché non avevo mai pensato di mettere la feta in forno: l'ho sempre mangiata fresca e non pensavo che "cotta" venisse bene.

Ecco, da tutti questi ragionamenti è nata la mia parmigiana di zucca piemontese: semplici strati di zucca e robiola d'Alba, sale-pepe, un filo d'olio e una bella spolverata di cannella!

ECCEZIONALE!

Ho scoperto che la robiola d'Alba (quella di consistenza similare alla feta) in forno fonde che è una meraviglia (ancora meglio che mangiata fresca!) e addirittura sulla piastra si può scottare velocemente da entrambi i lati...da provare la scioglievolezza!


Ingredienti per questa non ricetta:
Zucca (quella lunga)
1 robiola d'alba
sale, pepe, olio evo
cannella q.b.


Tagliare la zucca a fette rotonde, fare lo stesso con la robiola (in pratica sezionarla) in modo da ottenere dei dischi (eheheh sono pure della stessa dimensione). Passare la zucca sulla griglia per qualche minuto. Quindi in una pirofila alternare strati di zucca, robiola, olio sale e pepe; infornare a 180° per 15 minuti o finché il vostro formaggio sarà bello fuso. Sfornare, spolverare con cannella a piacere (vivamente consigliato).

Ovviamente si può anche fare una bella teglia se ci sono più persone che bramano per mangiarla! :-) Una bella parmigiana fa sempre piacere,no?


Castagna

giovedì 15 ottobre 2009

Cake banane e noci


Volete mettere alzarvi la domenica mattina con il pensiero di un dolcino che vi attende consolatorio di là in cucina?
Ebbene, niente di meglio e perciò con questo morbido cake partecipo (in extremis pant!pant!) al concorso "SUNDAY MORNING" indetto da Giulia di Jul's Kitchen in collaborazione con Macchine Alimentari!!!


Se vi piacciono le banane, questo è il cake che fa per voi. Oltre ad essere un gustoso modo per riciclare banane che sono già lì da un po' è anche una ricca e consistente fonte d'energia per il vostro corpicino! Perciò oplà, passiamo dalle mele di Albicocca alle banane di Castagna (ahahaha!!).

Per la ricetta ho preso spunto dal libro di Michele Cranston "Cucina Estiva" che ho comprato quest'estate e che consiglio veramente perché è davvero un libro spettacolare, che fa venir voglia d'estate e di sapori genuini.

Pane di banane e noci
(Cucina Estiva di Michele Cranston)

Ingredienti per uno stampo 8x22 cm
90 gr burro (io olio evo)
2 uova
175 gr sciroppo melassa o miele (io 5 cucchiai miele d'acacia)*
250 gr farina
2 cucchiaini di lievito in polvere
1/2 cucchiaino di bicarbonato di sodio (io no)
2 grandi banane mature
100 gr di noci pecan tritate grossolanamente (io noci normali)
2 cucchiai di semi di papavero (io questa volta semi di lino)
1 cucchiaio di scorza di limone grattuggiata

* Consiglio questo miele che è molto delicato per non coprire troppo il gusto delle banane

Mescolare insieme il burro, la melassa, la farina, il lievito, il bicarbonato e le banane schiacciate con una forchetta fino ad ottenere un impasto liscio. Aggiungere le noci, i semi di papavero e la scorza di limone, amalgamare bene.
Versare il composto in uno stampo da plumcake foderato con carta forno e infornare in forno preriscaldato a 180° per 40 min.
Lasciar raffreddare il pane prima di tagliarlo a fette. Si conserva in un canovaccio o anche in un sacchetto.

Consiglio: per una colazione gustosa servitelo tiepido e imburrato, oppure tostato e accompagnato da mango a fette e una cucchiaiata di yogurt.

Una colazione gustosa è il modo migliore x cominciare la giornata alla grande!
Ciao, Castagna


lunedì 5 ottobre 2009

Gnocchetti di grano saraceno e semi di papavero con porcini e porri


Buon OTTOBRE a tutti! Sono stata un po' assente nell'ultima settimana ma i vostri blog li ho sbirciati tutti...e ho avuto modo di apprezzare un sacco di cose buone!

E' iniziato l'AUTUNNO e non vedevo l'ora di festeggiarlo perché, come ogni nuova stagione, porta un tripudio di gusti...Insomma come potevo resistere alle prelibatezze di stagione??
Ecco quindi che la mia scelta è ricaduta su un primo rustico dai sapori delicati: il grano saraceno abbinato ad un condimenti fatto di porri e porcini...mmm che profumino!

La ricetta degli gnocchetti l'ho presa da Cucina Naturale di Settembre. Unica nota, l'impasto è stato un po' duro da lavorare....penso dovuto al grano saraceno che si comporta in maniera un po' diversa dalla solita farina 00 (era la prima volta che la usavo...ebbene si!). Perlomeno devo dire che in cottura gli gnocchetti sono rimasti belli sodi. Avete consigli per ammorbidire l'impasto (che non sia l'aggiunta delle uova)??

Gnocchetti di grano saraceno e semi di papavero con porcini e porri

Ingredienti per 2:
175 gr farina di grano saraceno
75 gr farina 00
2 porcini belli grossi
1 porro grosso
100-110 gr acqua
2 cucchiai di semi di papavero

Per gli gnocchetti:
Tostare per pochi minuti i semi di papavero in un pentolino. Mescolare le 2 farine, i semi di papavero e un pizzico di sale, aggiungere l'acqua. Impastare fino ad ottenere un impasto liscio. Lasciar riposare la palla per 30 min in un telo umido.
Tagliarla a fette, formare dei salamini e tagliarli a tocchetti.
Mia nota: l'impasto mi è rimasto duro e ho fatto un po' di fatica a lavorarlo, ma in cottura gli gnocchetti sono rimasti iper-compatti.

Per il condimento:
Mentre lasciate riposare la pasta far soffriggere uno spicchio d'aglio schiacciato con un po' d'olio, aggiungere il porro affettato sottilmente con una mandolina e far rosolare qualche minuto. Quindi aggiungere i porcini tagliati a fettine, salare e continuare la cottura per altri 5 min a fuoco medio. Se necessitano di ulteriore cottura, abbassare il fuoco, coprire ed eventualmente aggiungere acqua.

Fate bollire dell'acqua, salatela e fateci cuocere gli gnocchetti per 10-12 minuti. Scolateli con una schiumarola e fateli saltare un minutino a fuoco vivo nella pentola con il condimento.
Servite e gustateveli tutti!

PS Altri condimenti con cui questi gnocchetti stanno DIVINAMENTE:
  1. salsa di noci;
  2. porri e zucca;
  3. verza, burro e patate;
  4. burro e parmigiano;

Castagna


lunedì 21 settembre 2009

I PIU’ BUONI BISCOTTI (GRANCEREALE) DA COLAZIONE


E’ una vita che volevo fare a casa dei biscotti come i grancereali, di quella consistenza un po’ “grezza”, fantastici da inzuppare, croccanti e profumatissimi.

Finalmente ho trovato LA RICETTA, quella veramente vincente, quella che non abbandonerò più!

Il merito di questi biscotti va tutto a mia sorella (grazie!)….per diversi motivi:
  • il primo è per averli scovati qui (lei è bravissima, l’ha presa da un libro-vedi sotto);
  • il secondo è per averli provati e riprovati più volte fino alla nausea (no, scherzo, quella no perché sono TROPPO buoni), portando sempre qualche piccolo aggiustamento rispetto all’originale e rendendo così questa ricetta una di quelle ipercollaudate e superfunzionali;
  • il terzo è per averli fatti con me (senza il suo aiuto mi sarei persa tra noci e nocciole!).
Questi biscotti vengono fantastici qualunque modifica voi facciate: sia che mettiate il burro (rimangono un po’ più friabili) oppure l’olio (evo o altri per la versione un po’ più croccante) o entrambi, sostituendo la farina 00 con l’integrale (verranno un po’ più scuri), lo zucchero bianco con quello di canna o ancora variando a vostro gusto il mix di frutta oleosa. Quello che rimane fisso è l’avena…altrimenti che grancereali sarebbero?
PS Oggi è anche il primo giorno d'autunno...cominciamolo alla grande!


Passiamo alla ricetta, vi ho convinti a provarli?



BISCOTTI ALL’AVENA O GRANCEREALI
(da Jane Rodmell's Best Summer Weekends Cookbook)

Ingredienti per 21-24 biscotti (8 cm di diametro):
110 gr frutta secca oleosa a scelta (noci, nocciole, mandorle, pinoli) tostata
6 cucchiai di olio circa (evo o altro, opp. 170 gr burro a temp ambiente)
150 gr zucchero (di canna o bianco. Con quello di canna vengono più scuri)
1 uovo grande
1 bustina di vanillina
105 gr farina 00
1 punta di lievito per dolci
1 punta di sale
1 punta di cannella
260 gr avena
una manciata (50 gr) di frutta essiccata (mirtilli, ciliegie, uvetta…altro a piacimento) oppure gocce di cioccolato bianco o nero (fac.) (*)

(*) se aggiungete quest’ultima variante considerate all’occorrenza di dover aggiungere altri 2/3 cucchiai d’olio all’impasto. Se invece mettete il burro non aggiungetene altro oltre ai 170 gr indicati.

Tostatura della frutta oleosa: Infornate il mix scelto in forno caldo a 180° per 8-10 min, fin quando non raggiunge un colore ambrato (chiaro) e una consistenza fragrante. Lasciare quindi raffreddare, poi spezzettare in tocchetti e mettere da parte (aiutatevi ad esempio con la punta del mattarello e con un contenitore).

Preparazione dei 2 impasti:

  1. Impasto liquido: In una ciotola sbattete con una forchetta lo zucchero con circa 3/4 cucchiai d’olio (o i 170 gr di burro) fino a raggiungere una consistenza cremosa (ci andranno 2-3 minuti). (Nota: lo zucchero di canna potrebbe richiedere più olio). Aggiungere quindi l’uovo e la vanillina e amalgamare bene.
  2. Impasto secco: in un’altra ciotola mescolare la farina, il lievito, il sale e la cannella. Quindi aggiungere l’avena tritata (nota: non lasciate l’avena troppo intera, altrimenti in cottura gonfierà troppo) e mescolare il tutto.
Versare poco alla volta il mix di farine (l’impasto 2) nell’impasto liquido (impasto 1) fino ad assorbimento (verrà un pastone), aggiungere all’occorrenza gli altri 3 cucchiai d’olio, quindi aggiungere la frutta oleosa tostata e spezzettata e (volendo) anche le gocce di cioccolato o l’uvetta. Amalgamare bene il tutto per ottenere un impasto compatto e corposo (come nella foto sotto).

A questo punto stendete l’impasto o tra due fogli di carta forno aiutandovi con un matterello, oppure direttamente sul tavolo con le mani ben inumidite. L’impasto dovrà esser spesso circa 8 mm-1 cm.
Con un coppapasta (il mio di diametro 8 cm) formate i biscotti e posizionateli spaziati l’uno dall’altro (e conservandovi un margine dalla placca da forno) sulla carta forno sopra la teglia.
cuocere per 12-15 minuti a 180° o finché il bordo non assume un colore ambrato chiaro e l’interno rimane ancora un po’ morbido e umido (non preoccupatevi per questo perché una volta raffreddati avranno la consistenza perfetta!)
Sfornare e lasciar raffreddare qualche minuto prima di trasferirli in una scatola di latta dove si conserveranno anche per una settimana.

Vi consiglio di mangiarne subito uno: bello croccante e profumatissimo. Nel latte o nel thé poi sono una vera goduria perché si inzuppano senza disfarsi. Molto meglio dei grancereali!

Castagna

giovedì 17 settembre 2009

Polpette di melanzane al forno


Siamo in piena stagione di melanzane e quindi ecco che, come promesso, vi propongo (vi propino,eh?!) le mie polpette di melanzane...a seguire vi sorbirete un sacco di altre ricettine con le melanzane...eh, vi tocca ;-)
La melanzana è un po' come una spugna perciò assorbe l'olio...se la fate fritta sarà ancora più gustosa proprio per questa sua caratteristica (io l'ho fatta al forno)!
Da quando le ho scoperte le faccio spessissimo! Le trovo davvero gustose. So che magari è una ricettina scontata, però serve anche per me per non scordare i nostri grandi classici,no?

Ingredienti x 10/12 polpette:
600 gr Melanzane
50 gr Parmigiano reggiano
1 uovo
Pangrattato (almeno 4 cucchiai)
Prezzemolo (2 cucchiai)
maggiorana, menta (a piacere)
Sale
Olio evo

Preparazione:
Lavare e togliere la buccia alle melanzane e tagliarle a pezzi più o meno grandi. Farle cuocere in abbondante acqua salata e farle bollire per 10 minuti. Quando saranno morbide scolarle e dopodiché strizzarle bene, versarle in un colino e schiacciarle un altro po’ (per far fuoriuscire l’acqua). Quindi metterle in una terrina, schiacciarle per bene con una forchetta, aggiungere un uovo, il prezzemolo e le erbette, pangrattato q.b. e una presa di sale. Amalgamare il tutto in modo da ottenere un impasto omogeneo.
Più pan grattato mettete, più l’impasto rimarrà asciutto e sarà anche più facile da manipolare. Formate delle polpette, passatele tra le mani e poi nel pan grattato.

Metodi di cottura (io ovviamente in forno):

  1. Cottura in forno: Adagiare le polpette in una pirofila antiaderente (oppure foderata con la carta da forno). Condire con un goccino di olio e cuocere in forno preriscaldato a 200°C per circa 30/40 minuti finché non saranno ben colorite, a metà cottura girarle di lato.


  2. Frittura: Riscaldare abbondante olio nella padella, adagiare con attenzione le polpette facendole rosolare da entrambe le parti. Man mano che sono pronte disporle su carta assorbente.

Alternative:

  • Invece di farle bollire si possono passare in forno per circa 20-40 min (dipende dalle dimensioni) e dopo pelarle. Questo procedimento è un po’ più lungo ma ha il vantaggio che le melanzane rimangono più asciutte.

  • Se le meanzane sono state scolate poco, una variante alla ricetta prevede anche l'aggiunta di una fetta di pane bagnato nel latte.
  • Se siete in super fretta dopo aver cotto le melanzane, invece di schiacciarle con la forchetta le potete mettere in un robot da cucina. Rimarranno più "omogeneizzate". Io le preferisco schiacciate perché rimangono un po' più grezze, mi piace incontrare dei pezzi di melanzane mentre mangio le polpette. Però sono gusti!

Trucchetto: se siete di fretta, potete preparare l’impasto la sera prima, lasciarlo in frigo in un contenitore e preparare poi le polpette la sera dopo. Non ne risentono (provato!)

Come potete vedere dalla prima foto crosticina croccante e interno morbido, nella seconda foto (sotto) invece l’interno è rimasto più asciutto perché ho messo più pangrattato.
PS l'ultima foto è terribile, lo so...l'avevo fatta un sacco di tempo fa ma volevo farvi vedere come venivano... :-(

Castagna

lunedì 14 settembre 2009

Schiacciata con l'uva fragola


La prima volta che avevo adocchiato la focaccia con l’uva era stato da cavoletto qui, si trattava di una focaccia salata. L’anno scorso purtroppo non sono riuscita a farla ma quest’anno, dopo averla vista di nuovo da Cavoletto e poi anche da Paoletta non ho proprio più resistito.
Così al mercato ho comprato un bel kilo abbondante di uva fragola e sabato mi sono data all’impasto.
Prima di cominciare avevo il terrore che mi rimanesse troppo asciutta (la volevo bella “sugosa” come quella di
Cavoletto), poi mentre la facevo ho avuto il terrore che mi si rompesse la base e già mi vedevo che invece di mangiarla con le mani l’avrei dovuta addentare con coltello e forchetta (terribile, avrebbe perso tutto il gusto!).
Invece è venuta perfetta: impasto morbido, focaccia soffice e sugosa al punto giusto…si mangia meravigliosamente con le mani, anche 2 giorni dopo, nonostante il succo d’uva, non è rimasta particolarmente gnecca…Insomma per questo sono qui a condividere l’esperienza!
Certo è che mangiata appena sfornata è una meraviglia!



La ricettina è frutto di un mix tra
Paoletta e Cavoletto! Grazie a entrambe perché senza avrei fatto uno schifo!

Ingredienti
Per l’impasto:
400 gr di farina 0
25 gr di lievito di birra fresco
2 cucchiai di olio extra vergine di oliva
1 cucchiaino raso di sale
3 cucchiai di zucchero di canna
270 gr di acqua circa*

per il ripieno:
1 kg di uva fragola (o nera da vino)
6 cucchiai di zucchero di canna
olio extra vergine d'oliva

* con 270 gr d’acqua ho dovuto aggiungere altri 50 gr di farina nell’impasto + altri 50 gr per la spianatoia. Bisogna ottenere un impasto morbidissimo, ma non appiccicoso. (Alternativa: usare 200 gr d’acqua e aggiungerne poi un po’ eventualmente solo all’occorrenza)

Procedimento:
Sciogliete il lievito in metà dell'acqua. Fate una fontanella con la farina, versateci i 3 cucchiai di zucchero, il sale, il lievito sciolto e i 2 cucchiai d’olio. Iniziate a mescolare e poi aggiungete la restante acqua. Mescolate fino ad ottenere un impasto omogeneo, molto morbido ma non colloso, versatelo sulla spianatoia e lavoratelo velocemente (qualche minuto) fino a formare una palla.
Copritela e lasciate lievitare fino al raddoppio (mi ci è voluta 1h. In giornate più fredde anche 1h30).

Mentre l’impasto lievita sgranate e asciugate i chicchi (chi vuole può togliere i semini, anche se si perde del succo).
Prelevate 2/3 dell’impasto e stendetelo con le mani ben unte su un foglio di carta forno precedentemente oliato, tiratelo fino a formare un rettangolo (io ho usato solo le mani). Cospargete il 70% dei chicchi lasciando un po’ liberi i bordi, versate 4 cucchiai di zucchero e un filo d’olio.
Stendete anche il restante 1/3 di impasto e adagiatelo sopra. Chiudete bene i bordi, mettete i restanti chicchi, i 2 cucchiai di zucchero e un altro filo d’olio.
Infornate in forno già caldo a 200° per 30 min o finché vedete che la focaccia è dorata (siccome il mio forno è uno di quelli che scalda molto io ho informato a 200° per 25 min, poi ho spento e ho lasciato la focaccia lì per altri 5 minuti, era bella dorata).

Poi ho sfornato, era morbidissima e aveva fatto una meravigliosa colata di succo d’uva caramellato…non ho resistito…ho preso un cucchiaio e mi sono scottata la lingua!
Per la casa si è diffuso un particolare odore di mosto che non avevo ancora mai provato!
CastagnaAltre fantastiche schiacciate con l’uva:

Paoletta (qui trovate anche il procedimento per farla lievitare tutta la notte e infornarla poi al mattino)


venerdì 11 settembre 2009

Le melizze

"La Melizza è una melanzana che sa di pizza" così viene simpaticamente definita la pizzetta di melanzana da Luciana Littizzetto nel libro “Le ricette del cuore”, ne ha parlato il Cavoletto (chi non la conosce?) qui.
Ed è proprio dalla nostra bravissima Cavoletto che le ho scoperte per la prima volta (anni fa...ehm, ci ho messo poco tempo a rifarle,eh?!)!
Anche se si tratta in realtà di semplici pizzette di melanzane, che quasi tutte le foodblogger hanno già proposto, mi piace di più chiamarle (come le ha definite la Littizzetto) “MELIZZE”!
Siccome mancavo solo più io e siccome è piena stagione di melanzane (ho una sfilza di ricettine a base di melanzane che vi propinerò prossimamente tanto per annoiarvi un pochino!) mi sono messa al lavoro, ho raccolto e confrontato diversi metodi di preparazione in rete ed ecco che qui sotto trovate la mia versione.
Sono ottime all'aperitivo, fanno un figurone! Io questa volta le ho mangiate come piatto unico accompagnandoci un po' di insalata ma non vedo l'ora di proporle ad una cena tra amici!


Ingredienti per circa 14 fette (2 persone, piatto unico)
(ovviamente alcune fette più grandi, altre + piccole)
1 melanzana (circa 500 gr)
400 gr polpa di pomodoro passata o pomodoro fresco
200 gr mozzarella
1 spicchio d’aglio
olio evo
sale e pepe
basilico fresco (a volontà)
origano

  1. Innanzitutto lavate, asciugate e tagliate a fette spesse circa 1 cm la melanzana. A questo punto chi vuole, cioè chi proprio non sa rinunciare alla tradizione, può mettere le fette in un colapasta e cospargele con delle belle manciate di sale grosso. Tenetele schiacciate sotto un piatto più un peso per circa mezz’ora, in questo modo si fa perdere l’acqua (amarognola) dalle melanzane.
    Chi non ha tempo (ad es io! tutti quelli che tornano a casa tardi, stanchi dal lavoro e sognano solo cena-doccia-letto) può tranquillamente saltare questo passaggio.
  2. Preparate la salsa di pomodoro: in un pentolino fate soffriggere un po’ d’olio con 1 spicchio d’aglio schiacciato, aggiungete la polpa passata, salate pepate. Dopo circa 5 min aggiungete anche basilico a volontà. Fate cuocere in tutto 12/15 min a fuoco basso.
    (Nota se siete proprio di frettissima potete saltare pure questo passaggio, metterete la passata direttamente sulle melanzane...sarà solo un po' meno gustosa)
  3. Cottura delle melanzane: 4 metodi

    3a Grigliate (Io ho fatto questa, è quella + veloce):
    le ho prima grigliate su una bistecchiera (2 min da 1 lato, 1 min dall’altro), quindi ho steso un foglio di carta forno, oliato un po’, e le ho sistemate sopra.
    Ho infornato per circa 10 min a 180 gradi (in modo da cuocerle ancora un po’).
    Le ho sfornate e le ho condite con un bello strato della salsa di pomodoro preparata, la mozzarella a fettine e una fogliolina di basilico.
    Infornate ancora una volta, ma solo per far sciogliere la mozzarella: max 5 min (se volete anche funzione grill). La mozzarella non deve bruciare, deve solo fondersi….in pizzeria la pizza mica ve la presentano bruciacchiata,no?
    Sfornate, servite belle calde con la mozzarella ancora fumante (le ho ancora guarnite con delle foglioline di basilico fresche)

    3b
    Al forno: Invece di grigliarle prima, mettetele direttamente in forno: in questo caso infornatele per circa 15/20 min, poi conditele come sopra.

    3c Bollite: Invece di grigliarle si possono far bollire le melanzane per 2/3 min in due dita d’acqua salate, in modo che rimangano morbide ma non spappolate. Scolarle su un foglio di carta scottex, quindi condirle con pomodoro e mozzarella e infornarle. (Questo è il metodo Littizzetto!)

    3d Fritte: (Aggiornamento su suggerimento di Barbara che le fa così) -> Invece di grigliarle si possono friggere. Così rimangono un po' più croccanti e credo si riescano anche a smangiucchiare con le mani! :-) Poi si procede con il topping + forno come per le altre.


Qualunque metodo decidiate di seguire, l’importante è farle perché son proprio buone.

Ciao, Castagna

martedì 8 settembre 2009

Risotto alla vaniglia di Alex

Ecco, che Alex sia una maga della cucina e che proponga sempre ricette fantastiche è risaputo, che io sia una sua grandissima ammiratrice anche, e che quindi io scopiazzi e mi cimenti a cucinare le sue ricette pure!
Insomma il discorso non fa una piega, no?

Quest'estate, complice mia sorella che pure aveva adocchiato questa ricetta, abbiamo proposto questo risotto innovativo (per noi, eh?!) al profumo di vaniglia. Una vera delizia!
Beh...è stato spazzolato tutto! Grazie Alex per il gustoso accostamento!


Qui è stato accompagnato con dei gamberi, ma credo che vada bene anche da solo o con altro: seguite l'ispirazione del momento!
Riporto la ricetta di
Alex con qualche minima modifica, andate qui da lei per l'originale e per la sua bellissima foto.
PS Se avete una cena tra amici, con questo risotto farete un figurone!

Ingredienti per 4 persone
1 cipolla
olio d'oliva
320 gr di riso per risotti
250 ml di vino bianco
1 e 1/2 bacelli di vaniglia (li ho messi aperti, interi)
750 ml di brodo vegetale
20 gamberi sgusciati (congelati)
4 cucchiai di burro (io no)
20 ml di cognac (io no)
sale e pepe

Preparazione: sbucciare la cipolla, tritarla finemente e farla rosolare in una pentola con l'olio evo. Aggiungere il riso e farlo insaporire per qualche minuto. Quindi sfumarlo con il vino bianco, aggiungere i gamberetti (se sono freschi aggiungeteli circa a metà cottura) e i semi di vaniglia (io l'ho incisa per il lungo e poi l'ho messa dentro intera: così perde i semini da sola ed è più veloce da fare). Aggiungere il brodo man mano che occorre. Mantecare infine con il burro e aggiungere il cognac (io non ho messo nulla e ho lasciato riposare così, nature), aggiustare eventualmente di sale e pepe. Togliere il risotto dal fuoco, coprire con il coperchio e lasciar riposare per 5 minuti prima di servire.

Castagna

domenica 6 settembre 2009

Fiori di zucca ripieni al forno


Al mercato si trovano ancora tanti freschi fiori di zucca. Come si fa a resistere a quel bellissimo colore arancio-verde e a quei fiorelloni appena schiusi? Impossibile! Ecco quindi per voi una veloce ricettina per assaporarne tutto il gusto.


Ingredienti per 3 persone (piatto unico):
24 fiori di zucca (7/8 fiori di zucca a testa)
8 scamorzine (4-5 cm diametro)
2 uova (opp. 1 uovo + mezzo bicchiere di latte)
parmigiano grattuggiato q.b. (fac.)
pan grattato q.b.
sale, pepe q.b.
3 rametti di maggiorana fresca
3 rametti di timo fresco

Innanzitutto pulire i fiori di zucca (Se sono belli freschi sarà più facile) eliminando la parte finale contenente il pistillo e le foglioline verdi ai lati. (in questo caso, tagliando direttamente il fondo rimangono bucati, ma è più facile inserire i cubetti di scamorza. Altrimenti, se i vostri fiori sono molto freschi, si può togliere direttamente il pistillo con le dita così rimarranno chiusi nel fondo. Questo metodo va particolarmente bene quando si fanno ripieni cremosi).
Lavarli delicatamente e asciugarli tamponandoli con un canovaccio.
In una ciotola sbattete le uova, salate, pepate e insaporite con le foglie dei 2 rametti di maggiorana e timo. Disponete il pan grattato in un piatto, poi tagliate i cubetti di scamorza in cubetti.
Farcite prima tutti i fiori con la scamorza, poi passateli uno a uno nell'uovo sbattuto e quindi girateli nel pan grattato.
Sistemateli in una teglia rivestita da carta forno, cospargete con un po' di parmigiano grattuggiato e con le restanti erbette.
Infornate in forno caldo a 180 gradi per 20 minuti.
Se li accompagnate con una bella porzione di insalata diventa un ottimo piatto unico.

Castagna

venerdì 28 agosto 2009

Gazpacho di pomodoro


Quando d'estate fa caldo caldo, cosa c'è di più fresco e dissetante di un bel gazpacho di pomodoro? (che inoltre è anche ricco in antiossidanti e vitamine!)
Certo bisogna prima cuocere i pomodori, ma poi il risultato è veramente soddifacente.
Il pomodoro è la mia verdura preferita, ne mangio veramente a volontà, così appena ho visto questo gazpacho sul libro che mi sono comprata prima delle vacanze non ho resistito.

Il libro è "Cucina estiva fresca, veloce, spettacolare" di Michele Cranston, ed. Luxury Books. Lei è veramente bravissima e il libro mi è piaciuto tantissimo, ricco di ricette fresche e leggere, foto meravigliose. Insomma quest'estate l'ho collaudato per benino!
Mi ha molto intrigata la sua preparazione, in particolare la cottura dei pomodori. Se amate anche voi i pomodori o se ne avete in abbondanza e non sapete più come finirli fate questo gazpacho...il pomeriggio vi sorriderà! Ho fatto un'unica modifica omettendo lo sherry con cui lei ha allungato la preparazione.


Ingredienti per 4 persone:
2 cucchiaini di sale
1 cucchiaino di cumino in polvere
1/2 cucchiaino di pepe bianco in polvere
1 cucchiaio di zenzero fresco grattuggiato finemente
2 cucchiai di olio evo
10 pomodori a grappolo grandi (vanno bene anche cuori di bue,ecc..)
basilico fresco per guarnire

Preparare un'emulsione con sale, zenzero, cumino, olio e pepe bianco.
Con un coltellino scavare il picciolo dei pomodori scendendo in profondità in modo da creare un "cratere". Sistemare i pomodori in una teglia da forno con il buco rivolto verso l'alto e riempirli con l'emulsione preparata. Infornare in forno già caldo a 180° per 30 minuti finché sono belli morbidi e cominciano a disfarsi.
Quindi sfornarli, frullarli fino ad ottenere una bella crema e lasciar riposare in frigo.
Servire guarnendo con foglioline di basilico fresco.

Buona fine estate!
Castagna

lunedì 24 agosto 2009

Le ciambelle al vino...di Frascati! (o no?)


Eccomi di ritorno, finalmente! Ehehehe lontana dal blog, ma non dalla cucina!
L'estate ha portato consiglio, ho provato tante ricettine gustose, tutte su questi schermi prossimamente!
Oggi inauguro la blog-riapertura con dei biscotti, delle ciambelle per l'esattezza che mi rimandano con la memoria indietro di un bel po' di anni...almeno 5?
Le ho mangiate per la prima volta a Frascati: le famosissime ciambelle al vino! Si tratta di dolcetti tipicamente laziali, ottimi per la colazione e ovvio per la merenda...ma poi ognuno se li magna quando glié pare!!!
Che vino? Il Frascati ovviamente (è un bianco)....ehm, io questa volta non ce l'avevo ma ho improvvisato con un nebbiolo (un bel rosso!)...la prossima volta mi atterrò scrupolosamente all'originale. Scusate l'impazienza ma sono venute talmente buone che non stavo più nella pelle, volevo condividere questa bontà con voi tutte!

Ovviamente se avete del vino da far fuori questo è un modo assai gustoso!

Ingredienti per 9 ciambelle (diametro 12 cm ca)
300 g di farina 00
120 g di zucchero
100 ml di vino (bianco o rosso)
100 ml di olio evo
1 cucchiaino da caffè di lievito per dolci (io cremor tartaro)

Mescolare tutti gli ingredienti fino ad ottenere una bella pasta, formare un salame e lasciar riposare venti minuti in freezer (fac.).
Tagliare a fette il salame, formare dei rotolini e acciambellarli :-)
Infornare in forno già caldo a 180° per 20/25 minuti non ventilato (o comunque finché sono dorate). Se avete il ventilato potrebbero essere sufficienti anche solo 20 minuti.
Sono una squisitezza!

Ciao!
Buon rientro a chi è già tornato!!!
Castagna

EDIT del 11/03/2010:
- le ho rifatte con una farina di tipo diverso e ho dovuto aggiungere una manciata di farina in + per la spianatoia (quindi regolatevi in base alla farina).
- Ho anche voluto farne 10 anziché 9....NO, NO, NO, ne vanno fatte 10, vengono della dimensione esatta....
- Ho usato un Chianti....una favola!
- PS il cremor tartaro...1 cucchiaino giusto

mercoledì 29 luglio 2009

Marmellata di albicocche

Dunque dunque dunque....Ognuno fa la marmellata a modo suo, io questa volta ho seguito la ricetta presa da GialloZafferano e mi sono trovata davvero benissimo.
Sulle marmellate ho poche teorie, semplici ed essenziali:
la frutta: non trattata, quella dei contadini per intenderci, bella matura e "sugosa" (es. albicocche e pesche)

Gli ingredienti: tutti naturali....niente pectina quindi!


Questa ricetta prevede 200 gr di zucchero per ogni kilo di albicocche pulite. La trovo perfetta come proporzione: il giusto equilibrio tra il dolce e l'acidulo. Insomma non è stucchevole né dolciastra...è proprio buona!


Ingredienti necessari per 7 piccoli vasetti da 150 ml
Albicocche (già pulite)- 2 kg (sono circa 3 kg ancora da pulire)
Limoni - succo di 1
Zucchero - 400 g

Procedimento
Lavate per bene le albicocche, apritele in due, togliete il nocciolo e versatele in una pentola di acciaio inossidabile. (dei 3 kg di albicocche vi resteranno 2 kg di albicocche pulite).
Aggiungete lo zucchero, il succo del limone e mescolate con cura, quindi lasciate macerare il tutto al fresco per una notte intera. (Io non ho lasciato macerare tutta la notte, ma ho cotto subito).
Mettete quindi la pentola sul fuoco e portate ad ebollizione mescolando di tanto in tanto.
Durante la cottura potrebbe rendersi necessario schiumare la confettura, soprattutto se la buccia delle albicocche presenta qualche piccola macchia.
Dopo 30 minuti (io 50 min: le mie albicocche erano belle sugose) la vostra confettura di albicocche dovrebbe essere pronta: prelevate un po’ di composto con un cucchiaino e lasciatene cadere una goccia su un piatto che deve restare compatta (questa è la famosa prova piattino...comunque ognuno la può lasciare della consistenza di suo gradimento)!
Se la goccia scivola via e non risulta compatta, proseguite la cottura per il tempo necessario mescolando frequentemente.
Se volete, a fine cottura, potete dare una veloce frullata con il frullatore ad immersione (dipende se la volete con pezzi di frutta o no). Io non l'ho frullata. Considerate che frullandola si addensa uin po' di più, quindi cuocetela di meno, frullatela e vedete la consistenza, quindi se volete proseguite la cottura opp interrompetela.
Una volta pronta, distribuite la vostra confettura di albicocche, ancora bollente, nei vasi che chiuderete ermeticamente e capovolgerete su un piano di legno.
Io ho riempito 7 vasetti da 150 ml, la marmellata in più è stata divorata le mattine seguenti!

Sterilizzazione e preparazione dei vasetti:
Prima ancora di mettere a bollire la frutta ho preparato una bella pentolona d'acqua.
Perciò mentre le albicocche cuocevano, ho potuto sterilizzare i vasetti e i tappi: li ho fatti bollire insieme x 20 minuti (ma anche 30 vanno bene), lasciando i barattolini ovviamente aperti e i tappi accanto ai barattolini. Quindi ho prelevato tappi e vasetti, li ho scolati a testa in giù e poi ho messso ad asciugare bene in forno caldo a 180 gradi per 20 minuti SOLO i vasetti e i tappi li ho lasciati per SOLI 10 secondi (non di più altrimenti la guarnizione in gomma si brucia e vi tocca buttarli via!! Occhio,eh?)!!
Mi raccomando i vasetti devono asciugare bene, non deve rimanere traccia d'acqua, è molto importante ai fini della perfetta sterilizzazione, perciò potete lasciarli anche di più (a me 20 minuti son sempre bastati).
A questo punto io preparo un asse di legno con un foglio di giornale su cui ripongo, dopo la sfornatura, prima i tappi e poi i vasetti.
Non appena la marmellata è pronta la verso direttamente nei vasetti (ci si può aiutare con un mestolo + un imbuto), chiudo subito (chiudete bene altrimenti non fa il sottovuoto) e li capovolgo.
Io di solito faccio continuare la marmellata a cuocere a fuoco molto basso finché non ho riempito tutti i vasetti perché va invasata bella calda.
Quando tutti i vasetti sono capovolti, li copro con un canovaccio e me li dimentico lì finché non sono freddi. Quando sono raffreddati li rigiro e come per magia vedrete che avranno creato il vuoto!
Riponete i vasetti in un luogo buio e asciutto e oplà!


W le marmellate fatte in casa! Quest'autunno saremo contente degli sforzi (incredibili,eh?!) fatti in estate!

Buone vacanze,

Castagna